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FULLIN LEGGE FULLIN – La nostra recensione

FULLIN LEGGE FULLIN – La nostra recensione

ALESSANDRO FULLIN
Alessandro Fullin

Un’ironia dirompente ma mai dissacrante.

  • PRESENTAZIONE 
  • LO SPETTACOLO 
  • ALESSANDRO FULLIN
  • CONCLUSIONE
PRESENTAZIONE

Lo spettacolo di Fullin apre, al Teatro Filodrammatici di Milano,  il Festival lecite/visioni ideato nel 2012 dallo stesso Teatro.

Il Festival nasce sin dal principio con l’idea di raccontare l’amore vero, che non prevede etichette e limitazioni. 

Un’inaugurazione direi strepitosa con questo spettacolo assolutamente divertente ma mai dissacrante o volgare.

Un’autoironia incredibile quella di Fullin che ci regala uno spettacolo davvero “chic” come il suo chihuahua Alana.

LO SPETTACOLO

Fullin si racconta attraverso l’attività che più ama: scrivere.

Dalla lista della spesa agli spensierati aforismi, dalle lettere d’amore alle mail mai inviate, il ritratto di un uomo che molti percepiscono come un comico non vedendolo per quello che realmente è: una missionaria.

Alternando momenti di assoluta comicità ad altri di tristezza fulminante, Fullin si dimostra imprevedibile almeno quanto i tweet che ogni giorno, alle 9.00 a.m., lancia ai suoi followers. 

Solo sul palco, Fullin legge se stesso, cercando il filo logico di una vita più intricata del mitico gomitolo di Arianna.

Sulla scena pochi elementi essenziali ma immancabili tra cui il cane di peluche con gli occhiali stile Maria Callas e le  pinze georgette per asciugare l’insalata con stile… sgrondando!!!

ALESSANDRO FULLIN 

Un vero mattatore del palco.

Tiene legato alla poltrona del Teatro il suo pubblico suscitando continue e incontenibili risate.

La sua voce che lo rende unico, il suo tenere il palco con profonda eleganza spiegandoci anche la diversità di come “attraversano le strisce etero e gay”, la sua strepitosa auto ironia lo rendono davvero un attore ineguagliabile nel suo genere.

CONCLUSIONE 

In questo spettacolo non si può non ridere. 

Aprire un Festival come lecite/visioni con l’auto ironia è qualcosa di davvero “intelligente”.

Fullin ci racconta in modo divertente molti cliché di un mondo che però non è solo fatto di gay pride, film porno o parrucche (come ci racconta lui stesso) ma di splendide persone che lecitamente vivono ogni giorno la loro visione della vita.

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