Prima che un libro arrivi sugli scaffali delle librerie, esiste un lungo lavoro fatto di lettura, revisione, confronto con l’autore e strategie editoriali. In questo percorso la figura dell’agente letterario svolge un ruolo fondamentale, spesso invisibile ma decisivo. Francesca Costantino, agente letterario, giornalista e professionista dell’editoria, accompagna gli scrittori nel processo che trasforma un manoscritto in un progetto editoriale capace di trovare spazio nel mercato del libro. In questa intervista racconta la sua esperienza e la sua visione del mondo editoriale contemporaneo.
Qual è stato il momento in cui ha capito che il lavoro editoriale sarebbe diventato la sua professione?
È stato durante gli anni di lavoro in casa editrice. Lì ho potuto osservare da vicino il percorso che porta un manoscritto a diventare un libro: la selezione dei testi, il lavoro di editing, il confronto con gli autori e le scelte editoriali, ma anche il magazzino, il confronto con l’ufficio stampa, la gestione resi del distributore… e l’ho fatto prima come editor, poi come autrice. Volevo capire come vendevano i libri, e sono riuscita a vendere così migliaia di copie della mia saga, I figli di Baal. Oggi, do consigli pratici agli altri autori su come fare.
Quello che mi ha colpito fin dall’inizio è stato il lavoro “invisibile” che sta dietro a ogni pubblicazione. Un libro che arriva ai lettori è sempre il risultato di un lavoro collettivo fatto di lettura, revisione, progettazione editoriale e dialogo tra diverse figure professionali.
Da lì è nata la volontà di lavorare proprio in quella zona di passaggio tra autore e editore, aiutando i testi a trovare la loro forma migliore e il loro spazio nel mercato.
Nel suo lavoro incontra molti autori: quali caratteristiche deve avere oggi uno scrittore per emergere nel panorama editoriale?
La prima qualità è la consapevolezza del proprio lavoro. Scrivere un libro è un percorso che richiede tempo, revisione e capacità di mettersi in discussione.
Un autore che vuole emergere deve avere non solo talento narrativo, ma anche la disponibilità a lavorare sul testo e a confrontarsi con professionisti dell’editoria.
Oggi è importante anche avere una visione del proprio progetto: capire che un libro non è solo un testo, ma una proposta culturale che deve trovare il suo pubblico e il suo spazio nel panorama editoriale, l’autore deve dunque esporsi e metterci la faccia, presenziare a eventi, organizzarne alcuni per suo conto, stringere mani e firmare dediche.
Quando riceve un manoscritto, quali sono i primi elementi che valuta per capire se può diventare un libro?
Quando leggo un manoscritto cerco prima di tutto di capire se esiste una voce narrativa riconoscibile. Non parlo di stile perfetto, ma di una voce che abbia qualcosa da dire, un messaggio da dare e uno scopo chiaro nella testa dell’autore.
Poi guardo la struttura della storia: se i personaggi sono credibili, se il ritmo funziona e se il testo riesce a coinvolgere il lettore.
Infine cerco di capire quale percorso editoriale potrebbe avere quel progetto: a quale tipo di editore potrebbe interessare, quale pubblico potrebbe raggiungere e che tipo di lavoro editoriale sarebbe necessario. Oltre alle sue potenzialità di mercato: un libro è merce, quindi in fin dei conti deve vendere.
Quanto è importante costruire un progetto editoriale e non limitarsi alla sola scrittura del testo?
È fondamentale. Oggi pubblicare un libro significa costruire un progetto editoriale che tenga insieme diversi elementi: qualità del testo, identità narrativa, posizionamento nel mercato e strategie di promozione, e creare un personaggio dall’autore.
Molti autori pensano che il lavoro finisca con la scrittura del manoscritto, ma in realtà quello è solo il primo passo. Il percorso editoriale continua con il lavoro di revisione, con la proposta agli editori e con la costruzione della visibilità del libro.
Che rapporto si crea tra agente letterario e autore durante il percorso di revisione e pubblicazione?
Il rapporto è molto basato sul dialogo e sulla fiducia. L’agente letterario non lavora solo sul testo, ma accompagna l’autore nelle scelte editoriali e nella costruzione del progetto, oltre che nelle strategie promozionali.
È un lavoro che richiede ascolto, confronto e spesso anche un po’ di mediazione tra le esigenze creative dell’autore e le dinamiche del mercato editoriale.
Quando questo rapporto funziona, si crea una collaborazione molto stimolante che può durare nel tempo e portare alla crescita dell’autore.
Quanto conta oggi la comunicazione e la promozione nella vita di un libro?
Conta moltissimo. Il mercato editoriale è fin troppo ricco di pubblicazioni e per questo la visibilità diventa un elemento centrale.
Promuovere un libro significa costruire occasioni di incontro tra l’opera e i lettori: presentazioni, eventi culturali, collaborazioni con librerie e festival, anche scambi culturali con altri autori e gruppi di lettori.
Negli ultimi anni la promozione è diventata parte integrante del lavoro editoriale, perché un buon libro ha bisogno anche di un percorso di diffusione che lo renda visibile: molti autori si affidano alla mia agenzia (Agenteletterario.it) anche solo per la fase delicata della promozione.
Guardando al futuro, come immagina l’evoluzione della figura dell’agente letterario nel mondo dell’editoria?
Credo che il lavoro dell’agente letterario diventerà sempre più centrale, proprio perché il mercato editoriale è molto complesso e gli autori hanno bisogno di orientarsi tra molte possibilità. Al contempo, gli editori hanno bisogno di professionisti in grado di filtrare tutto ciò che arriva.
A breve, i manoscritti che saranno presentati senza agenzia, secondo me, non saranno più presi in considerazione. Un filtro è più che mai necessario, in questo mercato saturo.
L’agente non è più soltanto un intermediario tra autore ed editore, ma una figura che contribuisce alla costruzione del progetto editoriale.
Per questo negli ultimi anni ho sviluppato anche attività legate alla formazione e alla produzione editoriale, con iniziative come Officina Editoriale, dedicata alla formazione di editor e professionisti del settore, e Astro edizioni, che lavora su progetti narrativi e editoriali indipendenti. La novità del 2026 è il lancio dei nostri primi giochi di carte, per il progetto Astro Games.
L’idea è quella di creare un ecosistema editoriale in cui autori, editor e professionisti del libro possano collaborare alla nascita di nuovi progetti culturali, anche con format cross-mediali: una bella storia può avere diversi formati, oltre al libro.
