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MOTELNOIRE: “Una cronaca di vita in musica”. “Non ci avrete mai” il loro nuovo Singolo e Album. Intervista esclusiva. 
Scuro Chiaro

MOTELNOIRE: “Una cronaca di vita in musica”. “Non ci avrete mai” il loro nuovo Singolo e Album. Intervista esclusiva. 

MotelNoire

La musica per noi si può quasi definire come “un’astronave del tempo”

MotelNoire

Il nuovo album dei MotelNoire, dall’emblematico titolo “Non ci avrete mai è stato interamente scritto e realizzato dalla band milanese, con la collaborazione di Tiziano Motti.
ll disco, in uscita a fine febbraio, si compone di ben 15 tracce, dal sapore marcatamente rock, dove il gruppo racconta storie di vita vissuta in prima persona o da spettatori.

Di cosa parla il singolo “Non ci avrete mai”

Il singolo “Non ci avrete mai”, che dà anche il nome all’album, prodotto da Luca Venturi (On Te Set/distribuzione Artist First), è già disponibile dal 31 gennaio nei principali store digitali. 

Cover "Non ci avrete mai" dei MotelNoire
La cover di “Non ci avrete mai” dei MotelNoire

Il brano è un grido di rabbia che si prefigge di risvegliare le nostre coscienze in segno di risposta ad un sistema, che troppe volte rimane indifferente, ignorando tutti coloro che non ritiene “giusti” o che non sono in grado di allinearsi ad esso. Interamente composto dai MotelNoire, il disco è stato registrato al Moonhouse studio di Milano e mixato da Danilo Di Lorenzo. Vede la collaborazione di Tiziano Motti e del rapper Tormento (Sottotono).

I MotelNoire sono: Domenico “Nik” Castaldi (voce e chitarra), Danilo Di Lorenzo (tastiere), Tony Corizia (basso), Cristian Fusi (batteria).

Conosciamo meglio i MotelNoire

Per conoscere meglio questa band nata nelle periferie milanesi nel lontano 1999 clicca qui .

Quattro chiacchiere con i MotelNoire (Nick Castaldi)

Una band tutta milanese che con questo nuovo singolo “Non ci avrete mai” sfida la società di oggi
Sì, questo è un titolo un po’ particolare che non da il nome solo al Singolo ma anche all’Album di 15 tracce che ha tantissime sfaccettature sonore e un carattere rock, dove trattiamo principalmente la tematica della vita. C’è un filo conduttore che collega un brano all’altro e il tema è “cronaca della vita” dal nostro punto di vista. È quindi in parte autobiografico ma lasciamo all’ascoltatore aperta la possibilità di leggerci una propria interpretazione.
La nostra è una risposta al “sistema” inteso come qualcosa che impone un modo di vivere e pensare, che è un po’ quello che accade nella nostra società odierna.

Voi avete una lunga carriera artistica alle spalle e dichiarate che questo vostro disco è un grido di rabbia. Questo è un sentimento molto diffuso ultimamente nella musica, quasi una necessità, anche nelle nuove generazioni.
L’esperienza artistica e di vita principalmente che abbiamo alle spalle ci ha sempre portato, proprio come un’esigenza, a gridare al mondo il fatto che si può andare oltre ai malumori, alla negatività e a quello che i media ci propinano ogni giorno.
Il nostro più che un grido di rabbia è di liberazione. Quando finiamo un concerto, dopo aver suonato le nostre canzoni, stiamo meglio come se avessimo corso 10 Km!
Noi abbiamo sempre cercato di vivere la musica sempre al presente sotto tutti i punti di vista quindi siamo molta attenti a ciò che succede sulla scena musicale odierna.

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La band milanese dei "MotelNoire".
La band milanese dei MotelNoire

Un arcobaleno di colori e diversi sound sono presenti in “Non ci avrete mai”. Siete rock nell’anima ma amate anche spaziare in altri generi musicali.
Il rock per noi è un linguaggio, uno stile di vita ma in questo disco ci sono tantissime contaminazioni: c’è molta elettronica, dei colori blues ed è molto variegato.
Il linguaggio è quello del pop che ci permette di esprimerci con arrangiamenti appunto di altri generi.

Avete lavorato con diversi artisti nella vostra carriera, tra cui due tour con le Vibrazioni. Cosa vi è rimasto da queste collaborazioni?
Nel caso delle Vibrazioni c’era già a priori una bellissima amicizia e quindi spontaneamente è nata la volontà di collaborare così come con tanti altri nomi della musica italiana e internazionale.
Quello che ci lasciano queste esperienze è innanzitutto un bel ricordo, tanti insegnanti e l’umiltà di pensare che non si finisce mai di prendere spunto da questi grandi nomi e in ultimo tutto questo crea sempre stimoli per scrivere nuove canzoni.

In questo momento della storia musicale italiana quando si dice Rock si dice Maneskin perché sembrano essere gli unici a proporci questa musica attualmente. Se dovessi parlare ai giovani che oggi vogliono iniziare a fare rock cosa diresti?
Io direi per prima cosa di seguire il loro istinto, di fare musica in generale e di studiare come si fa per tutte le professioni. Inoltre di non vivere la musica come una rivincita personale per dimostrare chi si è ma semplicemente fare arte.
I Maneskin mi piacciono e tifo per loro!

Live in programma?
Tantissimi! Da dopo maggio partiremo per tantissime piazze italiane e con tante collaborazioni. Ci manca tantissimo il contatto con le persone.

Ascolta “Non ci avrete mai “dei MotelNoire.

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