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Marianna Bonavolontà: dal mondo del volo al Social World Film Festival 2026
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Marianna Bonavolontà: dal mondo del volo al Social World Film Festival 2026

Giornalista, autrice e aviation storyteller, Marianna Bonavolontà è cresciuta respirando i valori dell’Arma Azzurra. Figlia del celebre pilota caccia “Goodwill”, negli anni è diventata Madrina del G.91 PAN, del 58° Corso AUC, Dama d’Onore dell’ANUA – Associazione Nazionale Ufficiale dell’Aeronautica, Responsabile delle Relazioni Esterne per il Dipartimento Attività Aeronautiche dell’Associazione Arma Aeronautica, attualmente collabora con FlyEurope.Tv ed è stata madrina e giudice della MAV- Manifestazione Aerea Virtuale.

Vicecampionessa mondiale di Kung Fu e ideatrice del progetto ChicAdvisor®️, ha saputo trasformare la sua passione per il racconto in una cifra distintiva, conquistando il pubblico con la saga letteraria La ragazza col Genio e con il format Un Caffè al Volo, premiato per la qualità della divulgazione. Un percorso che intreccia informazione, cultura e aviazione e che oggi la porta tra gli ospiti della sedicesima edizione del Social World Film Festival di Vico Equense.

La tua carriera nel giornalismo nasce sulle pagine del settimanale Ora, dove per due anni hai firmato la rubrica Il mondo di Marianna, intervistando grandi protagonisti dello spettacolo come Sandra Milo e Maria Giovanna Elmi. Da lì sono arrivati la conduzione del telegiornale e, successivamente, una scelta quasi naturale: raccontare il mondo dell’aviazione, la passione che ti accompagna fin dall’infanzia. Oggi approdi al Social World Film Festival, una manifestazione che mette al centro il valore umano attraverso il cinema. Quanto c’è di questo percorso nel tuo modo di raccontare le persone e le loro storie?

In realtà credo che il filo conduttore sia sempre stato lo stesso: la curiosità verso le persone e il desiderio di raccontarne l’essenza. Gli anni trascorsi al settimanale Ora, con Il mondo di Marianna, mi hanno insegnato che dietro ogni volto noto c’è una storia fatta di emozioni, sacrifici e umanità. Un insegnamento che ho portato con me nella conduzione del telegiornale e che oggi continua nel racconto del mondo aeronautico.

L’aviazione è la mia passione da sempre, ma non mi interessa raccontare soltanto gli aeroplani o le imprese di volo: mi emozionano le donne e gli uomini che vivono quel mondo, i valori che rappresentano, la loro capacità di ispirare le nuove generazioni. È lo stesso approccio che ritrovo nel Social World Film Festival. Il cinema sociale, come il giornalismo quando è fatto con sensibilità, non si limita a informare: crea empatia, conserva la memoria e invita a guardare la realtà con occhi nuovi. Essere parte di questo festival significa ritrovare quella stessa missione che accompagna ogni mio progetto: dare voce a storie autentiche che possano lasciare qualcosa a chi le ascolta.

L’UNICEF Italia patrocina l’edizione 2026 del festival. Cosa ne pensi dei progetti legati al sociale?

Ho sempre avuto una particolare sensibilità verso il sociale e l’ambiente. Nel tempo ho partecipato a diverse iniziative benefiche e di volontariato, sono stata referente di Plastic Free per Termoli, partecipando ad attività di sensibilizzazione e raccolta della plastica, durante il periodo del Covid ho promosso il progetto Regalo Sospeso a sostegno di artigiani e piccole imprese e ho preso parte anche a charity event come il Christmas Market, che destinano i fondi raccolti a sostegno di bambini oncologici. Sono esperienze che mi hanno arricchita dal punto di vista umano e mi hanno insegnato quanto anche un piccolo gesto possa fare la differenza.
A mio avviso ritengo che le grandi manifestazioni abbiano una responsabilità importante, per questo considero molto significativo il patrocinio dell’UNICEF Italia. Quando una realtà di questo spessore affianca un evento culturale, il messaggio acquista ancora più forza: la cultura, il cinema e l’arte diventano strumenti capaci non solo di emozionare, ma anche di sensibilizzare, creare consapevolezza e coinvolgere sempre più persone in valori universali come la solidarietà, l’inclusione e la tutela dei più fragili.

Tra i passati red carpet, l’ultimo a Vico Equense, la scrittura del terzo libro e il brevetto di volo: come fai a far coesistere il glamour con la cabina di pilotaggio?

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La moda, la scrittura e il volo sono tre modi diversi di raccontare la stessa storia e di esprimere la propria identità.

C’è chi mi conosce attraverso i miei libri, chi per Un Caffè al Volo, chi mi incontra su un red carpet e chi mi vede in volo o sotto un aereo. In realtà, queste esperienze sono unite dalla stessa curiosità e dal desiderio di mettermi continuamente in gioco.

È questo senso di libertà che ritrovo in tutto ciò che faccio. Passare da un mondo all’altro non mi disorienta anzi, mi stimola, mi arricchisce e non mi fa mai annoiare. Il segreto è semplicemente l’organizzazione. Ogni momento della giornata ha il suo spazio e, con passione e disciplina, tutto riesce a trovare il proprio equilibrio. E se vado in burnout? Esco a spasso con i miei cani, prendo una pausa, trovo di nuovo il mio centro e la spinta per ricominciare più motivata di prima.

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