Sarà presto presentato al pubblico “Una goccia nell’oceano, SÃO TOMÉ E PRÍNCIPE”, un documentario d’autore che porta gli spettatori nel cuore del Golfo di Guinea, alla scoperta dell’arcipelago afrotropicale.
Lontano dalle classiche rotte turistiche, il film esplora il legame indissolubile tra la natura incontaminata dell’isola e la sua risorsa più preziosa: il cacao, un tempo motore dell’economia coloniale e oggi simbolo di sostenibilità e rinascita sociale.
Scoperta nel 1470 dai navigatori portoghesi e popolata da comunità africane giunte da diverse regioni del continente, São Tomé custodisce una memoria complessa. Il documentario ripercorre le tappe fondamentali della sua storia, dalle antiche piantagioni (roças) fino al tragico “massacro di Batepá” del 3 febbraio 1953, momento di svolta che accese la scintilla del movimento indipendentista.
Ma “L’isola del cioccolato” è soprattutto un inno alla vita contemporanea del territorio, la cui isola di Príncipe è stata riconosciuta nel 2012 come Riserva della Biosfera UNESCO. Attraverso immagini suggestive che spaziano dalle foreste pluviali alle acque cristalline dell’Atlantico, l’opera documenta le tecniche secolari e biologiche con cui i lavoratori locali coltivano uno dei cacao più pregiati al mondo, utilizzato non solo nell’alta gastronomia ma anche nella medicina tradizionale.
Il racconto si arricchisce delle voci dei protagonisti del territorio: dagli agricoltori alle persone locali, uniti nel tracciare le prospettive di uno sviluppo guidato da ecoturismo e agricoltura sostenibile.
«São Tomé è un luogo dove il passato e il presente convivono in ogni gesto quotidiano», fa sapere la produzione. «Con questo documentario abbiamo voluto mostrare come il cacao non sia soltanto un prodotto di eccellenza, ma la chiave per comprendere l’identità, le ferite e la straordinaria resilienza di questo popolo».
Il documentario porta la firma di Maria De Sousa attrice e regista. Unendo una naturale presenza scenica a un’attenta sensibilità registica, lei firma e interpreta progetti dove il racconto umano, l’espressività visiva e l’autenticità delle emozioni sono al centro della scena.
