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MISS BARTLEBY. Non è tempo di essere. – Avrei voluto, ma invece…preferirei di no! La nostra recensione
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MISS BARTLEBY. Non è tempo di essere. – Avrei voluto, ma invece…preferirei di no! La nostra recensione

Miss Bartleby. Non è tempo di essere

“MISS BARTLEBY. Non è tempo di essere.” tratto da Bartleby lo scrivano di Herman Melville – Teatro Litta.

La Compagnia del Teatro della Contraddizione per la prima volta dopo 30 anni di lavoro in autonomia giunge ad una collaborazione con MTM e Lac di Lugano che ne producono questo spettacolo.
Manifatture Teatrali Milanesi, oltre a produrre questo spettacolo lo propone come spettacolo d’inaugurazione di stagione al Teatro Litta.

La trama di “MISS BARTLEBY. Non è tempo di essere.”

Tutto origina dal il racconto di Melville: il mite e diligente Bartleby viene assunto come scrivano in un ufficio legale di Wall Street e, fin da subito, inizia a comportarsi in modo singolare: piegato sulla sua scrivania, copia documenti giorno e notte, ma a qualsiasi altro compito richiesto dall’avvocato oppone sempre la risposta “preferirei di no”, senza dare alcuna spiegazione.
Per tutto il racconto, l’avvocato lotta con se stesso, tra empatia nei confronti del nuovo impiegato e desiderio di allontanarlo, tra dovere e coscienza, spinto, come tutti noi, a risolvere l’enigma di Bartleby.
Composto da una prima parte (definita dispositivo simbolico di apprendistato) di carattere performativo, dove è il corpo a parlare in una sorta di coreografia dove non vi sono parole, o se vi sono sono una sorta di grammelot.

Miss Bartleby. Non è il tempo di essere
Momenti performativi nella prima parte dello spettacolo.

La seconda parte ambientata in una sorta di futuro fantascientifico, delle capsule nel tempo come se fossero su altri pianeti, ma in realtà sulla terra.
I vari personaggi si confrontano con Bartleby; si interrogano su Bartleby, ognuno cercando di dare una risposta alla sua famosa affermazione “preferirei di no”, ognuno secondo il proprio percorso personale, secondo il proprio punto di vista.

Il cast di “MISS BARTLEBY. Non è tempo di essere.”

Miss Bartlreby. Non è il tempo di essere
Tutti gli attori in scena in una lunga e faticosa perfomance

Stefania Apuzzo, Micaela Brignone, Fabio Brusadin, Simone Carta, Sabrina Faroldi, Arianna Granello, Marco Mannone, Stefano Slocovich, Paola Tintinelli, Magda Zaninetti  
Tutti in scena, interscambiabili, nessuno con un luogo o personaggio definito, se non colei che incarna Miss Bartleby, ma che funziona come una sorta di specchio, di superficie su cui rimbalzano le immagini e le domande degli altri.

Abbiamo quindi un corpo unico attoriale, armonico e in perfetta sincronia che agisci e si muove nelle sue unità come un corpo solo.

Testo e regia Marco Maria Linzi  
Suoni live Paola Tintinelli
Video arte Stefano Slocovich  
Scenografie Marco Maria Linzi, Giulia Bandera, Ryan Contratista  
Light Designer Giulia Bandera
Luci Daniela Franco
Tecnica video Giulia Migliori
Direzione di produzione Fulvio Melli e Elisa Mondadori   Coproduzione: Teatro della Contraddizione, Manifatture Teatrali Milanesi, LAC Lugano

Teatro Litta MTM di Milano

MISS BARTLEBY. Non è tempo di essere.

dal 25/10/2023 al 5/11/2023

INFORMAZIONI BIGLIETTERIA
Teatro Litta
Corso Magenta 24
02.86.45.45.45 – biglietteria@mtmteatro.it

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La nostra recensione


Spettacolo indubbiamente curioso, interessante, innovativo e anche per certi versi inquietante.

Curioso già per i termini che compaiono nella locandina, sotto al titolo!
Oltre a specificare la provenienza da un racconto di Melville (già questo incuriosisce, visto che per la maggior parte penso che Melville faccia coppia unicamente con Moby Dick), aggiunge “genere: Fantascienza Speculativa”!

Interessante poiché nel corso dei vari confronti con la figura di Batrebly, così come per i personaggi, si è portati a chiedersi: cosa volevamo essere? cosa siamo realmente? di quali convenzioni sociali siamo schiavi?
La presenza di personaggi definiti SIN dove SIN sta per sintetici è in parte un richiamo, un indicazione di come si possa essere, a seconda degli ambiti, finti secondo modelli prefigurati, sintetici per l’appunto. Ma, anche, mi è sembrato uno sguarda alla realtà “nuova” che si affaccia nel nostro mondo della AI (Intelligenza Artificiale).

Innovativo per le modalità scelte di rappresentare tutto ciò.
E’ proprio su questo aspetto che ho qualche perplessità.
La prima parte, indubbiamente la più “alternativa” nelle modalità di espressione, proprio perché così inusuale necessità che vengano forniti allo spettatore degli strumenti di lettura, delle chiavi per decifrare il linguaggio e il pensiero che ha guidato il tutto.

L’altro aspetto che desta la mia perplessità è la lunghezza della rappresentazione.
220 minuti sono veramente tanti, troppi.
Le sollecitazioni finiscono per essere troppo numerose e quindi si disperdono, se ne perde la pregnanza, anche solo per il fatto che fisicamente non si resiste a mantenere l’attenzione.

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1 commento
  • Condivido i suoi dubbi. Perfornance degli attori molto buona ma difficoltà a seguire soprattutto la prima parte. Un foglio di sala avrebbe aiutato, forse. E poi anche pe me troppo lungo, anche se da utente mi verrebbe risposto dal drammaturgo che doveva essere così. E’ sicurramente per un pubblico di nicchia, con le conseguenze del caso, visto che qui il passaparola difficilmente funzionerà.

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