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FLACONEDIVETRO: “L’amore sacro e profano si fondono insieme”. Il suo nuovo singolo “MARÌ”. Intervista esclusiva. 
Scuro Chiaro

FLACONEDIVETRO: “L’amore sacro e profano si fondono insieme”. Il suo nuovo singolo “MARÌ”. Intervista esclusiva. 

Flaconedivetro

Marì è allegra malinconia, quel sentimento che conosciamo tutti che ci fa innamorare e poi soffrire, attendere segnali e pregare una risoluzione.
Marì, je sto penzann a te.
Marì, penzace tu!

Flaconedivetro

Flaconedivetro ci presenta il suo nuovo singolo “Marì” in cui ci racconta l’amore sacro e profano.

Di cosa parla il brano

Marì è un brano che il cantautore ha scritto pensando agli amori giovanili di sua sorella (Maria). Il suo essere completamente in balia di un moto perpetuo che ti fa oscillare tra il dolore e la vitalità più pura e il fatto di essere completamente assuefatti a questo ciclo infinito gli ha fatto ricordare come ci si sente quando si è innamorati.
Non c’è una via di uscita, solo un moto costante che ci trascina da dentro. Anche se può far male ci si sente vivi come non mai.
Marì racconta di questo, della disperazione che si prova in quei momenti. La musica, al contrario, vuole comunicare la forza della spinta, la bellezza dell’essere trasportati in questo ballo.

La cover di "Marì'" di Flaconedivetro.
La cover di “Marì”


Marì in questo senso vuole quasi essere un pezzo pop dance, un brano che nonostante il suo tono malinconico ci trascina e ci fa godere della bellezza dell’essere in movimento, ci fa capire quanto questo ballo sia liberatorio. Marì ha anche un secondo piano di lettura, e così il profano si mescola al sacro.
La figura di Marì (come anche nel video) quasi non è umana, non è reale, ma divina. In questo senso la canzone diventa quasi una preghiera, un inno solenne rivolto alla Madonna, un grido di aiuto, di liberazione, che si conclude con un nulla di fatto e ci lascia inermi di fronte al nostro dolore e all’infinita bellezza di poterlo vivere.


Conosciamo meglio Flaconedivetro

Artista italiano col cuore campano but based in Brescia.

Flaconedivetro è un progetto musicale in cui si fondono due luoghi del vissuto di quest’artista: le origini e il presente. 
Flaconedivetro vuole essere un omaggio alla grande bellezza della musica partenopea, una dancehall in cui musica pop e dance anni ’80 si intrecciano per creare un ambiente sonoro unico, in cui passato e futuro si fondono in una dimensione intima e personale. Le parole non sono importanti, servono a sussurrare un concetto, a evocare un’autentica nostalgia. La musica, con suoni elettronici che graffiano con dolcezza e batterie dinamiche, ti trasporta in un’esperienza coinvolgente.
Flaconedivetro è la malinconica di provincia raccontata dagli occhi di chi ricorda casa.

Quattro chiacchiere con Flaconedivetro.

Come mai decidi di parlare dell’amore sacro e profano?
Il pezzo nasce pensando all’amore profano poi evolvé nel momento della realizzazione del video.
Non ci piaceva mettere in scena la solita storia d’amore e volevamo fare qualcosa di più particolare.
Dato che il pezzo si intitola “Marì”, e poteva anche essere letto in una chiave appunto “sacra”, ci è piaciuto far assumere al brano una connotazione anche spirituale.

Tu per scrivere questo brano parti osservando un amore giovane di tua sorella, come mai?
Lei era in un periodo non facile un po “presa male” e mi ha ricordato come mi sentivo io alla sua età e in queste situazioni.
Si tratta di emozioni che ti fanno davvero soffrire ma che sono talmente forti che le provi poche volte.
Anche se ti sembra qualcosa di devastante a posteriori lo apprezzi per quanto ti abbia travolto.

Momenti d’amore difficili però raccontati in un brano molto pop- dance, quindi testo e musica lontani tra loro ma che si fondono insieme proprio per la loro diversità…
Si era proprio quello che volevo. Nello scrivere l’arrangiamento il mio filo conduttore è stato quello di creare un brano che parli d’ amore per certi versi struggente e malinconico dando però una grande sensazione di movimento che era quello oche io sentivo dentro di me.

Tu ti definisci artista italiano ma con il cuore campano e lo trovo bellissimo
Credo che questa cosa possa essere un valore aggiunto come qualsiasi appartenenza quando la si mette in gioco.
Le nostre radici, una memoria storica reinterpretate oggi possono essere, forse, una carta vincente.

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Usi anche il tuo dialetto nel tuo scrivere musica. Nel mondo dei giovani, secondo te, l’essere così radicato alla propria terra e non scrivere totalmente in italiano come viene vissuta?
Attualmente il napoletano è particolarmente apprezzato perchè sci sono una serie di artisti che hanno “sfondato la porta”.
Io credo inoltre che linguaggi nuovi, neologismi, dialetti vengano molto apprezzati dai giovani come una novità.


Perchè “Flaconedivetro”?
Non ha un motivo profondo ma mi faceva molto ridere.
Inizialmente l’idea era quella di scegliere un nome d’arte che poteva essere Flaco… o qualcosa del genere.
Un amico me lo ha assolutamente bannato e mi ha detto: “Prova con Flacone”.
Ho pensato che ci stava anche se non ero convintissimo.
Nell’ aprire il profilo Instagram mi è uscito Flaconedivetro e facendomi ridere ho deciso che era quello giusto.

C’e nei tuoi progetti um Sanremo Giovani o un Talent ?
Sanremo Giovani c’è stato il pensiero ma abbiamo optato per avere prima una crescita al di fuori del mondo televisivo.
Non lo escludo però., magari anche per il prossimo anno.

Cosa bolle in pentola?
Una serie di singoli che copriranno poi tutto l’anno a avrei riprese.

Il video d i”Marì”.

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